Voglio sottoporVi la storia di un motore da corsa che ha fatto la storia della F1 e che ascoltato il rombo una volta ed è rimasto nel mio cuore. Il V12 Matra 3000 cc , lo ascoltai per a prima volta a Monza alla staccata della parabolica , più che un rombo era un sibilo acuto , inconfondibile, non l’ho più dimenticato.
Il V12 Matra non fu soltanto un motore da competizione: fu una dichiarazione tecnica e sonora di superiorità meccanica. Progettato dall’ingegner Georges Martin alla fine degli anni Sessanta, nacque per affrontare la Formula 1 e le gare endurance con una filosofia radicale: ottenere il massimo della potenza attraverso gli alti regimi di rotazione e una respirazione impeccabile.
Con i suoi 12 cilindri a V di 60°, distribuzione bialbero a quattro valvole per cilindro, lubrificazione a carter secco e corsa cortissima di appena 50 mm, il Matra 3 litri era un motore concepito per girare a regimi impressionanti per l’epoca, superando gli 11.000 giri/minuto nelle evoluzioni più avanzate. La scelta di alesaggio e corsa estremamente “superquadra” (79,7 x 50 mm) permetteva velocità del pistone relativamente contenute e una straordinaria rapidità nel prendere giri.
La fluidodinamica interna fu uno degli aspetti più curati del progetto: i condotti di aspirazione e scarico erano studiati quasi come elementi aeronautici, con l’obiettivo di ridurre le turbolenze e aumentare il riempimento dei cilindri agli alti regimi. Non sorprende quindi che il V12 Matra fosse celebre non solo per la potenza, ma soprattutto per la sua incredibile progressione agli alti giri, quasi elettrica nella salita di regime.
Ma ciò che lo rese immortale fu il suono.
Più che un rombo, il Matra emetteva un sibilo acuto, metallico, quasi irreale. Un urlo meccanico che cresceva di tonalità fino a trasformarsi in una lama sonora capace di attraversare i rettilinei di Le Mans o le curve di Monza con una firma acustica immediatamente riconoscibile. Ancora oggi molti appassionati lo considerano uno dei motori più belli da ascoltare nella storia dell’automobilismo.
Quel timbro così particolare derivava dalla combinazione di diversi fattori: il frazionamento a 12 cilindri, la fasatura molto spinta, gli scarichi praticamente liberi e soprattutto il regime di rotazione elevatissimo per un motore endurance degli anni Settanta. A differenza dei V8 americani, dal suono cupo e martellante, oppure dei flat-12 Ferrari più corposi e profondi, il Matra sembrava letteralmente “cantare” in frequenze alte, con una purezza quasi da turbina aeronautica.
Sul piano sportivo il V12 Matra raggiunse la consacrazione assoluta nelle gare endurance. Le vetture Matra MS670 dominarono il Mondiale Sport Prototipi e conquistarono tre vittorie consecutive alla 24 Ore di Le Mans nel 1972, 1973 e 1974, riportando la Francia sul tetto del motorsport internazionale dopo oltre vent’anni di attesa.
Fu un periodo irripetibile: le Matra blu di Francia, guidate da piloti come Henri Pescarolo, Graham Hill e Jacky Ickx, attraversavano il rettilineo delle Hunaudières a oltre 330 km/h lasciando dietro di sé non solo velocità, ma un’autentica sinfonia meccanica. Un suono che ancora oggi appartiene alla memoria collettiva di chi ebbe la fortuna di ascoltarlo dal vivo.
L’ultimo sussulto fu opera di Guy Ligier nel 1981 iscrisse le proprie vetture le JS17, progettate dall’ingegner Gerard Doucarouge, equipaggiate dall’iconico e inconfondibile V12 Matra di 3000 cc.
Caratteristiche tecniche :
Numero cilindri 12
Disposizione a V 60 °
Alesaggio / corsa 79,5 mm x 50 mm
Cilindrata unitaria 248 cc
Cilindrata totale 2976 cc
Distribuzione doppio albero a camme in testa
Valvole 4 x cilindro
Potenza 535 cv a 12.500 giri/min (ultima versione)
Ricordo Il nome MATRA è acronimo di Mécanique Aviation TRAction fondata nel 1941 inizialmente era una ditta specializzata in aeronautica militare , successivamente ampliò le proprie attività ai settori automobilistici , trasporti , aereospaziale e motorsport.





Se non sbaglio è stato anche sulla Ligier di F1 ero alla parabolica ad “ascoltarlo” mi pare nel 1976 con Lafitte🏁
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