La serie Kawasaki Z rappresenta una delle famiglie motociclistiche più iconiche mai prodotte dalla casa di Akashi. Nata nel 1972 con la leggendaria Kawasaki 900 Z1, la gamma Z ha attraversato oltre quarant’anni di storia motociclistica evolvendosi continuamente, senza mai perdere il proprio carattere sportivo e ribelle.
Nel corso degli anni la famiglia Z è stata proposta in numerose cilindrate — 125, 250, 500, 650, 750, 900, 1000, 1100 fino alla poderosa 1300 — diventando un vero simbolo delle quattro cilindri giapponesi.
Tra tutte, però, c’è una moto che più di altre ha saputo conquistare il cuore degli appassionati: la Kawasaki Z750.
Quando la Z750 arriva sul mercato a metà degli anni Settanta, Kawasaki è già famosa per le sue aggressive due tempi ad alte prestazioni. La nuova quattro cilindri rappresenta però un cambio di filosofia: una moto potente, veloce, ma anche sfruttabile ogni giorno.
Fin dal primo sguardo colpisce per la sua linea essenziale e muscolosa. Serbatoio scolpito, motore in bella vista, scarichi cromati e posizione di guida leggermente caricata sull’anteriore le donano un aspetto che oggi definiremmo una perfetta café racer di serie.
Una moto capace di trasmettere carattere anche da ferma.
La prima generazione della Z750 viene prodotta dal 1976 al 1989 e sarà disponibile in numerose varianti:
- versione standard;
- versione “L”;
- “GT”;
- “Sport”;
- “LTD”;
- “Turbo”.
Con questa cilindrata Kawasaki introduce definitivamente l’avviamento elettrico, abbandonando la pedivella presente sulle cilindrate inferiori.
La versione standard era una naked potente e ben rifinita, con un grande serbatoio e una posizione di guida comoda ma sportiva. La successiva versione “L”, leggermente più pesante, ne riprende quasi integralmente l’impostazione, sostituendo progressivamente il modello base.
Le versioni GT e Sport mantenevano il carattere aggressivo della Z750 ma introducevano una maggiore vocazione turistica.
La GT, in particolare, adottava un enorme serbatoio da 24,5 litri che permetteva autonomie elevate, caratteristica molto apprezzata dai motociclisti dell’epoca che affrontavano lunghi viaggi senza rinunciare alle prestazioni del quattro cilindri Kawasaki.
Erano moto veloci, stabili e incredibilmente solide, capaci di affrontare sia la guida sportiva sia il turismo veloce.
La Kawasaki Z750 del 1982 rappresentò una vera svolta tecnica e stilistica.
Per molti appassionati fu il modello che costrinse tutta la concorrenza giapponese ad accelerare sul piano dell’innovazione.
La moto si distingueva per:
- doppio freno a disco anteriore di grandi dimensioni;
- motore quattro cilindri con quattro carburatori;
- impostazione più moderna;
- maggiore comfort grazie alla larga sella;
- prestazioni elevate unite ad una ciclistica equilibrata.
Anche oggi questa versione è particolarmente ricercata dai collezionisti di moto classiche, ma trovarne una conservata bene è diventato sempre più difficile.
Con la versione LTD Kawasaki prova ad intercettare il mercato delle custom americane.
La Z750 LTD si distingueva immediatamente per:
- manubrio alto;
- ruota anteriore da 19 pollici;
- ruota posteriore da 16 pollici;
- sella ribassata;
- serbatoio da 16 litri.
Una moto completamente diversa nello stile ma che conservava il carattere deciso del motore quattro cilindri Kawasaki.
Tra le versioni più affascinanti e rare troviamo senza dubbio la Kawasaki Z750 Turbo.
Negli anni Ottanta il turbo rappresentava il futuro e Kawasaki volle dimostrare tutta la propria superiorità tecnologica realizzando una moto estrema per l’epoca.
La Z750 Turbo introduceva:
- sovralimentazione turbo;
- semi-carenatura sportiva;
- serbatoio ridotto a 18 litri;
- sospensione posteriore monoammortizzatore;
- accelerazioni impressionanti per il periodo.
Era una moto brutale, veloce e difficile da guidare al limite, ma proprio per questo è rimasta nel mito.
Dopo alcuni anni di assenza, Kawasaki riporta in vita il nome Z750 nel 2003.
La nuova generazione cambia completamente filosofia: telaio moderno, linee aggressive e motore derivato dalla supersportiva ZX-9R opportunamente rivisto per l’utilizzo stradale.
La nuova Z750 diventa rapidamente una delle naked più vendute in Europa grazie a:
- design aggressivo;
- ottimo rapporto qualità/prezzo;
- motore elastico e potente;
- facilità di guida;
- posizione sportiva ma confortevole.
Per molti motociclisti degli anni 2000 rappresenta la perfetta moto totale.
Dal 2007 arriva la terza evoluzione della Z750.
Le modifiche più evidenti riguardano:
- codino più corto e sportivo;
- nuova mascherina anteriore;
- design ancora più aggressivo;
- aggiornamenti ciclistici;
- omologazione Euro 3.
La potenza viene limitata a 106 CV nelle versioni europee, ma il carattere della moto rimane estremamente brillante.
La posizione di guida leggermente caricata sull’avantreno trasmette grande sicurezza nell’ingresso in curva, mentre il motore continua ad offrire una spinta vigorosa ai medi regimi, diventando uno dei punti di forza della moto.
La Z750 è riuscita in qualcosa di molto raro: attraversare epoche completamente diverse senza perdere la propria identità.
Dalle prime Z raffreddate ad aria fino alle versioni moderne a iniezione, Kawasaki ha mantenuto intatto lo spirito originale della serie:
- motori generosi;
- estetica aggressiva;
- guida coinvolgente;
- personalità forte;
- ottimo equilibrio tra sportività e utilizzo quotidiano.
Ancora oggi la Z750 rimane una delle naked più amate e ricercate dagli appassionati Kawasaki, sia nelle versioni classiche anni Settanta e Ottanta sia nelle più moderne serie degli anni 2000.
Per molti motociclisti, semplicemente, la “Z” non è soltanto una moto: è un modo di vivere il motociclismo.
Caratteristiche tecniche e prestazioni Z 750 (1982) :
Motore alesaggio/corsa 66 mm x 54 mm con cilindri e particolari colorati di nero.
Cilindrata 739 cc
Distribuzione doppio albero a camme in testa a 2 valvole per cilindro
Alimentazione 4 carburatori Keihin
Cambio a 5 marce a pedale
Potenza 77 cv
Velocità max 205 km/h
Accelerazione 400 m con partenza da fermo 11,88 sec.
Peso a vuoto 226 kg







Vorrei contribuire e dare qualche notizia in più, La sigla del modello Kawasaki di cui si parla è KZ 750 E, che la prima versione Europea, risale al 1981 ed era color argento, e blu scuro. La differenza con la versione L era la sella che ha una sagoma leggermente diversa, e qualche dettaglio di poco conto. La versione nella foto iniziale è una variante non so per quale mercato, ha il parafango cromato, il modello in mio possesso del 1982 versione E color argento, ha il parafango verniciato e sul fianchetto la scritta Z 750 e basta. Concordo sul fatto che non ce ne sono molte sul panorama delle moto d’epoca.
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Sto cercando lo schema elettrico della Z750E qualcuno può aiutarmi?
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Errore sulle caratteristiche tecniche.
E’ 2 valvole per cilindro, e non 4, appositamente per essere sempre pronta anche in basso.
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Grazie , corretto errore.
Per lo schema elettrico faccio una verifica.
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