Lancia Flaminia Sport Zagato

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La Lancia Flaminia berlina è la grande ammiraglia della Lancia; nasce per sostituire i fasti della precedente Aurelia e per porsi sul mercato come la nuova grande auto di rappresentanza di produzione italiana nel periodo che va dalla seconda metà degli anni cinquanta agli anni sessanta. Anche questa vettura proseguendo la linea della Casa prende il nome di un’altra strada consolare romana, cioè “Flaminia”.

Il successo riscosso dalla Flaminia berlina, al suo apparire sul mercato, è indiscutibilmente buono: dopo aver degnamente sostituito la berlina Aurelia, la Lancia deve proporre le versioni dall’impronta più sportiva, per far questo, la casa torinese imbocca la strada già percorsa con l’Appia, creando un telaio che possa essere adeguatamente rivestito dai migliori carrozzieri italiani.

Lancia Flaminia Sport

La Flaminia Sport nasce ufficialmente al XV Salone dell’automobile di Torino (5-16 novembre 1958) affiancando la berlina in compagnia degli altri modelli a 2 porte realizzati da Pininfarina e da Touring: mentre la coupé di Pininfarina è un modello lussuoso che può trasportare anche 4 o 5 persone e quella di Touring è una versione che cerca di conciliare lusso e sportività, la creatura di Zagato, com’é del resto nello spirito di questa carrozzeria milanese, nasce per recitare il ruolo di vettura prettamente sportiva.

Giova ricordare che da qualche anno i rapporti tra Lancia e Zagato si sono fatti più intensi: dopo i tre esemplari di Lancia Aurelia B20 carrozzati per impiego agonistico (uno dei quali per Ferdinando Gatta, cognato di Gianni Lancia e gentleman-driver) sono seguite le esperienze con la Appia, iniziate nel 1956 con la originale “Appia-Cammello“, rimasta esemplare unico, e poi proseguite con altri modelli costruiti in piccola serie.

Zagato, specializzato nelle costruzioni di tipo più sportivo, lancia la sua berlinetta più spartana, di peso contenuto e dalla linea che ricalca quella della sorellina minore Appia. Le Flaminia Sport di Zagato parteciperanno a numerose competizioni, cogliendo, nella propria categoria, un buon numero di significativi successi.

Le prime immagini della Flaminia Sport, diffuse prima della presentazione al Salone di Torino, rivelano una vettura con una carrozzeria molto simile a quella dell’Appia GTE che lo stesso carrozziere inizia a costruire in quegli stessi giorni: bassa e filante, caratterizzata da un cofano lungo, da una coda raccolta, dai fari carenati da una cupoletta in plexiglas e dalle immancabili due gobbe sul tetto, in corrispondenza delle teste del pilota e del passeggero, che sono una particolarità delle vetture Zagato del periodo.

In questa prima Flaminia Sport, che possiamo definire di pre-serie, si notano alcuni fregi laterali che la versione definitiva non avrà e l’assenza dei rostri ai paraurti, con questi ultimi che subito dopo saranno aggiunti posteriormente e poi, nella versione che entrerà in produzione, anche anteriormente. Va sottolineato che le Flaminia di Zagato, anche se appartenenti alla medesima “serie”, non sono tutte identiche l’una all’altra, come accade nelle vetture di grande produzione, in quanto parecchi esemplari presentano differenze di dettaglio e di allestimento, anche e forse soprattutto per soddisfare le diverse esigenze dei clienti.

Al XV Salone di Torino vengono svelate le caratteristiche tecniche, che sono analoghe a quelle della GT Touring, ovvero motore da 119 cv (contro i 102 della berlina), passo accorciato (cm 252 contro i 287 della berlina ed i 275 della Coupé di Pininfarina), e prestazioni migliori grazie anche al minor peso.

La velocità massima dichiarata dalla casa per la Sport è infatti di 190 km/h, contro i 160 della berlina, i 170 della Coupé di Pininfarina ed i 180 della Coupé GT della Touring.

Le Sport di pre-serie, quella esposta al Salone di Torino 1958 e forse una prima piccola serie, hanno piccoli fanalini di posizione di forma rettangolare: nel corso di quello stesso 1959, vengono adottati invece dei fanalini di maggiori dimensioni e di forma rotonda (gli stessi impiegati nella Flaminia Coupé) che migliorano l’estetica anteriore.

I primi esemplari, sicuramente pochissimi, sono muniti di freni a tamburo ma, al XXIX Salone dell’automobile di Ginevra del marzo 1959, la Flaminia Sport (al pari della Coupé di Pininfarina e della berlinetta di Touring) viene esposta con i più efficienti e moderni freni a disco di marca Dunlop. Il fatto è testimoniato anche dal giornalista e pilota belga Paul Frère che, nel test del 1962 che riguarda una Flaminia Sport del modello 3C, ricorda di aver provato, quasi quattro anni prima, una delle prime Flaminia Sport, ancora priva dei freni a disco.

Dopo un anno dal lancio, in occasione del Salone di Torino del 1959, la prima novità importante: alla rassegna vengono esposti due esemplari, il primo, probabilmente uno degli ultimi esemplari con i noti fari carenati con copertura in plexiglas, destinato alla clientela sportiva, elaborato e potenziato mediante l’adozione di 3 carburatori, e l’altro, modificato nel frontale, con fari più sporgenti e non carenati, che identifica, dopo 100 esemplari costruiti la nuova versione della Flaminia Sport; inizialmente essa monta ancora i rostri ai paraurti, che successivamente verranno tolti.

La Sport edizione 1960, oltre ad avere i fari non carenati, è contraddistinta da un allestimento più curato, miglior insonorizzazione e miglior tenuta all’acqua grazie a nuove guarnizioni, profili in ottone cromato anziché in alluminio, cruscotto con maggiori guarnizioni in ottone cromato, nuove maniglie e serrature uniformate agli altri modelli Flaminia.

Nel 1960, a parte le modifiche alla fanaleria dovute all’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada (la più evidente è l’applicazione dei ripetitori laterali lampeggianti degli indicatori di direzione), anche la Sport usufruisce di miglioramenti allo sterzo, dove viene inserito un ammortizzatore idraulico telescopico destinato ad assorbire anche i piccoli contraccolpi che nascono dai movimenti verticali di sospensione delle ruote e dunque a ridurre le reazioni degli scuotimenti al volante.

Il 1961 trascorre senza che alla Sport vengano apportate modifiche di rilievo, poi, ai primi del gennaio 1962, avviene la presentazione della versione a tre carburatori, che naturalmente segna la fine della prima serie.

  • Periodo di produzione: approssimativamente, dal gennaio 1959 al dicembre 1961
  • Modelli:
    • tipo 824.02, coupé 2 porte, 2 posti, con guida a sinistra
    • tipo 824.03, coupé 2 porte, 2 posti, con guida a destra
  • Numerazione progressiva:
    • tipo 824.02/824.03 (assieme a 824.00/824.01): da 1001 a 2067
  • Unità prodotte:
    • 199 (in grande prevalenza con guida a sinistra; il primo centinaio di esemplari è del tipo con fari carenati); da notare che le altre 868 unità, che mancano all’appello per coprire l’intervallo da 1001 a 2067 (1067 esemplari), erano del tipo GT Coupé (Touring) ed erano contraddistinte dalle sigle 824.00/824.01.
  • Caratteristiche principali:
    • motore: anteriore a 6 cilindri a V di 2457,98 cm³, potenza 119 cv (DIN) a 5100 giri, valvole in testa;
    • carrozzeria: coupé 2 porte, 2 posti, scocca portante, sospensione anteriore a ruote indipendenti, sospensione posteriore a ruote semi-indipendenti (schema De Dion);
    • trasmissione: con trazione alle ruote posteriori, cambio a 4 rapporti + retromarcia;
    • dimensioni e peso: passo cm 252, lunghezza cm 449,5, larghezza cm 163, peso (a vuoto) kg 1200 circa;
    • velocità max: km/h 190.

Caratteristiche tecniche della prima serie

Meccanica

Tipo motore: 6 cilindri a V (60°) tipo “823.00”; monoblocco; corpo cilindri in alluminio con canne ghisa piantate; pistoni in lega d’alluminio, con tre anelli (due di tenuta e uno raschiaolio); testa cilindri in alluminio con sedi valvole riportate; bielle in acciaio con boccole perno stantuffo in bronzo; albero motore ruotante su 4 supporti; sospensione del gruppo motore su 4 supporti, su doppi tamponi di gomma. Rapporto di compressione: 9,00:1   Cilindrata: (alesaggio mm 80,00 – corsa mm 81,50); totale 2457,98 cm³.

Distribuzione: albero a camme, nel basamento, in posizione centrale (posto cioè nell’angolo formato dalle due file di cilindri) comandato a catena con tenditore idraulico automatico; valvole in testa (due per cilindro) inclinate tra di loro, azionate da puntalini e bilancieri; camere di scoppio emisferiche; messa in fase della distribuzione: a) aspirazione: apertura 13° prima del P.M.S. (Punto Morto Superiore), chiusura 57° dopo il P.M.I. (Punto Morto Inferiore): b) scarico: apertura 57° prima del P.M.I., chiusura: 13° dopo il P.M.S. con gioco valvole, speciale per il controllo, mm 0,4; gioco normale valvole a motore freddo: aspirazione 0,15 mm, scarico 0,25 mm. Alimentazione: carburatore invertito Solex C 40 PAAI, doppio corpo, munito di dispositivo d’avviamento (starter) e pompa di accelerazione; pompa meccanica situata sul lato destro del motore, munita di filtri a rete. Dati di regolazione del carburatore: diffusore mm 28, getto principale mm 1,35, getto del minimo 0,45, freno aria mm 1,80; filtro aria sul carburatore, ad elemento filtrante (a richiesta filtro a bagno d’olio); serbatoio carburante situato posteriormente, sotto il vano bagagli.

Prestazioni motore: Potenza: 119 cv a 5.100 giri/minuto se misurata col sistema DIN; 131 HP se misurata col sistema SAE (motore non installato in vettura, sul banco, privo di marmitta, di ventilatore e di filtro aria)[8] il regime massimo di rotazione è superiore a quello della potenza massima, ed è fissato in 5.600 giri/minuto. / Coppia: 19 mkg a 3500 giri /minuto.

Accensione: a spinterogeno; bobina Marelli B202A; distributore d’accensione Marelli S 82 A; anticipo fisso 6°, anticipo automatico 23° in più dell’anticipo fisso; ordine d’accensione: 1-4-3-6-5-2; numerazione cilindri: a sinistra 1-3-5, a destra 2-4-6, a partire dal ventilatore; candele Champion N5 ; distanza tra gli elettrodi delle candele mm 0,5-0,6; apertura contatti distributore mm 0,42-0,48 (0,37-0,43 secondo alcune fonti).Impianto elettrico: a 12 V – batteria da 42 Ah (sistemata nel cofano anteriore); dinamo Marelli DN 51 A da 300 W; motorino di avviamento elettrico Marelli MT 32 F-0,8/12 D9; regolatore Marelli IR 41 A.

Frizione: in blocco unico con cambio e differenziale (blocco unico disposto al retrotreno, come indicato alla voce “trasmissione”) monodisco a secco; corsa del pedale mm 20-25; per regolare la corsa del pedale occorre far ruotare la forcella posteriore del tirante di comando. Cambio: in blocco con frizione e differenziale (blocco unico disposto al retrotreno, come indicato alla voce “trasmissione”) a 4 rapporti + retromarcia; tutte le marce avanti sono silenziose e sincronizzate; rapporti: I=3,09:1; II=2,05:1; III=1,41:1; IV=1:1; RM=3,35:1; leva di comando centrale, a cloche; capacità olio gruppo propulsore (cambio-differenziale) litri 4,10 (pari a kg 3,70).

Telaio

Corpo vettura : carrozzeria autoportante con struttura di supporto in lamiera d’acciaio saldata e con lastratura in lamiera di alluminio; telaio ausiliario raggruppante motore, montanti sospensioni anteriori e guida.

Sterzo a vite globoidale e rullo; capacità olio scatola guida litri 0,31 (kg 0,28); introduzione olio tramite tappo sul coperchio scatola (il livello è normale quando l’olio copre la vite globoidale); snodi a sfera (lubrificati solo al montaggio); ingrassatore a pressione sul perno di rinvio; a partire dall’estate del 1960 nella timoneria viene inserito un ammortizzatore idraulico telescopico; la posizione di guida è a sinistra (guida a destra, a richiesta); volante spostabile di mm 40 in avanti o indietro, con manicotto di bloccaggio.

Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti a quadrilatero trasversale, molle ad elica e barra stabilizzatrice; ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto. / posteriori: a ruote semi-indipendenti (schema De Dion), mediante assale con barra di reazione trasversale e barra stabilizzatrice, balestre longitudinali ed ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto.

Pneumatici misure 165×400; pressioni gonfiaggio (a freddo): 2,10 kg/cm² anteriormente e 2,50 kg/cm² posteriormente / Cerchi: a disco, in lamiera stampata, 185×400.

Prestazioni dichiarate

Velocità: massime nelle varie marce: 64 km/h in I, 97 in II, 140 in III, 59 in retromarcia; massima 190 km/h.

Consumi calcolato secondo norme CUNA (in IV marcia, a una velocità costante pari ai 2/3-3/4 della velocità massima, cioè, nella fattispecie, a circa 125-135 km/h) 11,7 litri di supercarburante (con NO minimo di 92) ogni 100 km.

Lubrificazione forzata, con pompa ad ingranaggi e valvola limitatrice della pressione; filtro del tipo “a cartuccia” posto sul lato sinistro del motore, filtro a rete nella succheruola; capacità circuito circa litri 6,60 (pari a kg 6,0), compresi filtri e tubazioni; raffreddamento olio con radiatore sul lato sinistro del radiatore acqua.

Raffreddamento ad acqua, a circolazione forzata, con pompa centrifuga coassiale col ventilatore ausiliario a 4 pale, comandato con cinghia trapezoidale; l’impianto è regolato da due termostati, uno sulle tubazioni e l’altro che comanda la persiana al radiatore; capacità circuito (radiatore e motore) litri 10 (incluso 1 litro dei riscaldatori); introduzione acqua tramite apertura tappo sul radiatore; scarico acqua tramite rubinetto posto sul lato destro del motore.

Trasmissione trazione sulle ruote posteriori; frizione, cambio e differenziale in gruppo unico, fissato al telaio e disposto al retrotreno; albero di trasmissione di tipo tubolare, senza supporto intermedio.

Rapporto al ponte rapporto finale di riduzione, con coppia conica Hypoid 13/45 (3,461:1).

Impianto frenante freni d’esercizio, a pedale: nei primissimi (e pochissimi) esemplari, a tamburo, idraulici ed agenti sulle 4 ruote, con ceppi avvolgenti ad espansione mentre negli esemplari successivi (a partire dal febbraio-marzo 1959) freni a disco Dunlop sulle 4 ruote, con servofreno a depressione e circuiti ruote anteriori e posteriori indipendenti, diametro dei dischi cm 29,2 anteriormente e cm 30,5 posteriormente; freno di stazionamento, a mano, meccanico ed agente sul propulsore posteriore (l’impugnatura del comando del freno a mano è posizionata sotto il cruscotto); i freni anteriori sono montati normalmente sulle ruote, quelli posteriori sono montati all’uscita dal gruppo frizione-cambio-differenziale.

Carrozzeria: coupé 2 porte (porte incernierate anteriormente, cioè con apertura controvento), 2 posti; volante a tre razze; sedili: sedili anteriori divisi; bagagliaio: ruota di scorta sotto il piano di carico (coperta da coperchio e da un tappeto di gomma); comandi al volante: pulsante centrale per azionamento avvisatore elettroacustico.

Comandi a pedale: freno, frizione ed acceleratore (quest’ultimo del tipo a suola); tutti e tre i pedali sono rivestiti in gomma.

Strumentazione: riunita in due strumenti circolari; lo strumento di sinistra comprende il tachimetro con scala fino a 220 Km. orari, l’indicatore livello benzina, quelli della pressione dell’olio, della temperatura dell’acqua, della temperatura dell’olio e i due contachilometri (totalizzatore e parziale); lo strumento di destra include invece il contagiri (graduato fino a 5500 giri) e l’orologio.

Pendenze massime superabili in prima marcia=36%; in II=23%; in III= 14,5%; in IV=9,5%; in retromarcia 40%.

Lancia Flaminia 3C Sport

Il 13 gennaio 1962, in occasione della cerimonia di premiazione dei clienti sportivi maggiormente distintisi nelle competizioni del 1961, la Lancia presenta nuove versioni delle Flaminia sportive Touring e Zagato, caratterizzate dall’adozione di un’alimentazione mediante tre carburatori doppio corpo Weber accuratamente registrati e sincronizzati aspiranti l’aria da un unico grande filtro.

Il nuovo sistema di alimentazione, che avviene mediante una pompa elettrica anziché meccanica, determina un notevole incremento della potenza massima, che sale da 119 a 140 cv, e della coppia motrice, che passa da 19 a 20,7 mkg. Altre variazioni riguardano aggiornamenti nell’impianto elettrico (tra cui una nuova dinamo ed un diverso tipo di candele), qualche modifica ai comandi e alla strumentazione (la scala del contagiri, per esempio, arriva ora a 6500), miglioramenti nelle rifiniture, l’aggiunta di una luce posteriore per la retromarcia e l’apposizione, sullo spigolo delle portiere, di una luce-spia che ne segnala l’apertura; viene anche aggiunta una piccola targhetta con la sigla “3C” sulla presa d’aria sul cofano.

Il peso aumenta un po’, ma, ciononostante, le prestazioni risultano notevolmente incrementate e la velocità massima dichiarata dalla casa sale di 10 chilometri all’ora, da 190 a 200. Sale anche la pendenza massima superabile (da 36% a 38%); salgono però anche il prezzo (da 3.200.000 a 3.320.000) e il consumo (da 11,7 a 13,3 litri ogni 100 chilometri, secondo le norme CUNA).

La Flaminia 3C Sport rimane in produzione fino all’uscita della nuova versione con motore da 2,8 litri (settembre 1963) ma figura nei listini Lancia ancora per quasi due anni, fino al giugno del 1965.

  • Periodo di produzione: approssimativamente, dal gennaio 1962 al settembre 1963 (la 3C Sport con motore da 2,5 litri appare nei listini fino al mese di giugno 1965, dopodiché scompare definitivamente).
  • Modelli:
    • tipo 824.13, coupé 2 porte, 2 posti, con guida a sinistra (Non è escluso che qualche esemplare avesse la guida a destra.)
  • Numerazione progressiva:
    • tipo 824.13 (assieme a 824.10/824.11): da 3001 a 3856
  • Unità prodotte:
    • 152 (da notare che le altre 704 unità, che mancano all’appello per coprire l’intervallo da 3001 a 3856 (856 esemplari), sono così ripartite : 682 del tipo 3C GT Coupé (contraddistinte dalle sigle 824.10/824.11) mentre i restanti 22 chassis, originariamente marchiati 824.13, sono stati successivamente convertiti in 826.232 (SuperSport)[9]
  • Caratteristiche principali:
    • motore: anteriore a 6 cilindri a V di 2457,98 cm³, potenza 140 cv (CUNA) a 5600 giri, valvole in testa;carrozzeria: coupé 2 porte, 2 posti, scocca portante, sospensione anteriore a ruote indipendenti, sospensione posteriore a ruote semi-indipendenti (schema De Dion);trasmissione con trazione alle ruote posteriori, cambio a 4 rapporti+retromarcia;dimensioni e peso: passo cm 252, lunghezza cm 449,5, larghezza cm 163, peso (a vuoto) kg 1260;velocità max: km/h 200.

Caratteristiche tecniche Sport 3C

Meccanica

Tipo motore: 6 cilindri a V (60°), tipo “823.10”; monoblocco; corpo cilindri in alluminio con canne ghisa piantate; pistoni in lega d’alluminio, con tre anelli (due di tenuta e uno raschiaolio); testa cilindri in alluminio con sedi valvole riportate; bielle in acciaio con boccole perno stantuffo in bronzo; albero motore ruotante su 4 supporti; sospensione del gruppo motore su 4 supporti, su doppi tamponi di gomma. Rapporto di compressione: 9,00:1 Cilindrata: (alesaggio mm 80,00 – corsa mm 81,50); totale 2457,98 cm³.

Distribuzione: albero a camme, nel basamento, in posizione centrale (posto cioè nell’angolo formato dalle due file di cilindri) comandato a catena con tenditore idraulico automatico; valvole in testa (due per cilindro) inclinate tra di loro, azionate da puntalini e bilancieri; camere di scoppio emisferiche; messa in fase della distribuzione: a) aspirazione: apertura 22° prima del P.M.S. (Punto Morto Superiore), chiusura 60° (66º secondo alcune fonti) dopo il P.M.I. (Punto Morto Inferiore): b) scarico: apertura 60° (66º secondo alcune fonti) prima del P.M.I., chiusura: 22° dopo il P.M.S. con gioco valvole, speciale per il controllo, mm 0,4; gioco normale valvole a motore freddo: aspirazione 0,20 mm, scarico 0,30 mm. Alimentazione: 1 carburatore invertito doppio corpo Weber 35 DCNL 3 con starter e 2 carburatori invertiti doppio corpo Weber 35 DCLN 2 senza starter; pompa elettrica tipo Bendix situata sul lato sinistro del vano bagagli; dati di regolazione: diffusore mm 30, getto principale mm 1,30, getto del minimo 0,55, freno aria mm 2,40; filtro aria sul carburatore, ad elemento filtrante (a richiesta filtro a bagno d’olio); serbatoio carburante situato posteriormente, sotto il vano bagagli.

Prestazioni motore: Potenza: 140 cv a 5.600 giri/minuto (misurata col sistema CUNA, che conduce a risultati simili a quelli calcolati secondo il più diffuso sistema DIN). / Coppia: 20,7 mkg a 3600 giri /minuto.

Accensione: a spinterogeno; bobina Marelli BZR201A; distributore d’accensione Marelli S 82 B; anticipo fisso 6°, anticipo automatico 23° in più dell’anticipo fisso; ordine d’accensione: 1-4-3-6-5-2; numerazione cilindri: a sinistra 1-3-5, a destra 2-4-6, a partire dal ventilatore; candele Marelli CW 6 SL ; distanza tra gli elettrodi delle candele mm 0,5-0,6; apertura contatti distributore mm 0,37-0,43.     Impianto elettrico: a 12 V – batteria da 45 Ah (sistemata nel cofano anteriore); dinamo Marelli DN 62 D da 300 W;motorino di avviamento elettrico Marelli MT 32 LA-0,8/12 D9;regolatore a tre nuclei Marelli IR 50 E.

Frizione: in blocco unico con cambio e differenziale (blocco unico disposto al retrotreno, come indicato alla voce “trasmissione”) monodisco a secco; corsa del pedale mm 20-25; per regolare la corsa del pedale occorre far ruotare la forcella posteriore del tirante di comando. Cambio: in blocco con frizione e differenziale (blocco unico disposto al retrotreno) a 4 rapporti+retromarcia; tutte le marce avanti sono silenziose e sincronizzate; rapporti: I=3,09:1; II=2,05:1; III=1,41:1; IV=1:1; RM=3,35:1; leva di comando centrale, a cloche; capacità olio gruppo propulsore (cambio-differenziale) litri 4,10 (pari a kg 3,70).

Telaio

Corpo vettura: carrozzeria autoportante con struttura di supporto in lamiera d’acciaio saldata e con lastratura in lamiera di alluminio; telaio ausiliario raggruppante motore, montanti sospensioni anteriori e guida.

Sterzo a vite globoidale e rullo; capacità olio scatola guida litri 0,31 (kg 0,28); introduzione olio tramite tappo sul coperchio scatola (il livello è normale quando l’olio copre la vite globoidale); snodi a sfera (lubrificati solo al montaggio); ingrassatore a pressione sul perno di rinvio; timoneria con ammortizzatore idraulico telescopico; la posizione di guida è a sinistra (probabile possibilità di ottenere, a richiesta, la guida a destra); volante spostabile di mm 40 in avanti o indietro, con manicotto di bloccaggio.

Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti a quadrilatero trasversale, molle ad elica e barra stabilizzatrice; ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto / posteriori: a ruote semi-indipendenti (schema De Dion), mediante assale con barra di reazione trasversale e barra stabilizzatrice, balestre longitudinali ed ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto.

Freni anteriori: a disco Dunlop / posteriori: a disco Dunlop; freni d’esercizio, a pedale, con servofreno a depressione e circuiti ruote anteriori e posteriori indipendenti, diametro dei dischi cm 29,2 anteriormente e cm 30,5 posteriormente; freno di stazionamento, a mano, meccanico ed agente sul propulsore posteriore (l’impugnatura del comando del freno a mano è posizionata sotto il cruscotto); i freni anteriori sono montati normalmente sulle ruote, quelli posteriori sono montati all’uscita dal gruppo frizione-cambio-differenziale.

Pneumatici misure 165×400; pressioni gonfiaggio (a freddo): 2,10 kg/cm² anteriormente e 2,50 kg/cm² posteriormente / Cerchi: a disco, in lamiera stampata, 185×400.

Prestazioni dichiarate

Velocità: massime nelle varie marce: 64 km/h in I, 97 in II, 145 in III, 200 in IV, 59 in retromarcia; massima 200 km/h.

Consumi calcolato secondo norme CUNA (in IV marcia, a una velocità costante pari ai 2/3-3/4 della velocità massima, cioè, nella fattispecie, a circa 140-150 km/h) 13,3 litri di supercarburante (con NO minimo di 92) ogni 100 km.

Lubrificazione forzata, con pompa ad ingranaggi e valvola limitatrice della pressione; filtro del tipo “a cartuccia” posto sul lato sinistro del motore, filtro a rete nella succheruola; capacità circuito circa litri 6,60 (pari a kg 6,0), compresi filtri e tubazioni; raffreddamento olio con radiatore sul lato sinistro del radiatore acqua.

Raffreddamento ad acqua, a circolazione forzata, con pompa centrifuga coassiale col ventilatore ausiliario a 4 pale, comandato con cinghia trapezoidale; l’impianto è regolato da due termostati, uno sulle tubazioni e l’altro che comanda la persiana al radiatore; capacità circuito (radiatore e motore) litri 10 (incluso 1 litro dei riscaldatori); introduzione acqua tramite apertura tappo sul radiatore; scarico acqua tramite rubinetto posto sul lato destro del motore.

Trasmissione frizione, cambio e differenziale in gruppo unico, fissato al telaio e disposto al retrotreno; albero di trasmissione di tipo tubolare, senza supporto intermedio.

Rapporto al ponte rapporto finale di riduzione, con coppia conica Hypoid 13/45 (3,461:1).

Carrozzeria: coupé 2 porte (porte incernierate anteriormente, cioè con apertura controvento), 2 posti; volante a tre razze; sedili: sedili anteriori divisi; bagagliaio: ruota di scorta sotto il piano di carico (coperta da coperchio e da un tappeto di gomma); è possibile accedere al vano bagagli anche tramite uno sportello comunicante con l’abitacolo; comandi al volante: pulsante centrale per azionamento avvisatore elettroacustico.

Comandi a pedale: freno, frizione ed acceleratore (quest’ultimo del tipo a suola); tutti e tre i pedali sono rivestiti in gomma.

Strumentazione: riunita in due strumenti circolari; lo strumento di sinistra comprende il tachimetro con scala fino a 220 Km. orari, l’indicatore livello benzina, quelli della pressione dell’olio, della temperatura dell’acqua, della temperatura dell’olio e i due contachilometri (totalizzatore e parziale); lo strumento di destra include invece il contagiri (graduato fino a 6500 giri) e l’orologio.

Pendenze massime superabili in prima marcia=38%; in II=23%; in III= 15%; in IV=10%. ; in retromarcia 40%.

Lancia Flaminia 3C Sport 2800

Al XLI Salone dell’Automobile di Francoforte dell’autunno 1963 tutte le Flaminia vengono presentate con un motore la cui cilindrata è portata da 2,5 a 2,8 litri (mediante il rialesaggio dei cilindri da 80 a 85 mm) e che, nel caso delle versioni più sportive quali la Sport Zagato, raggiunge i 150 cv (contro i precedenti 140) ed è più elastico (la coppia massima sale da 20,7 a 22,8 mkg a 3500 giri), conferendo alla Flaminia 3C Sport un sensibile miglioramento nella ripresa, mentre la velocità massima rimane attestata attorno ai 200 Km. orari.

Il consumo sale a sua volta, ma in misura quasi irrilevante (da 13,3 a 13,5 litri ogni 100 km).

Tecnicamente si notano queste altre variazioni: aumento della capacità del circuito di lubrificazione, nuovi rapporti del cambio di velocità, aumento del diametro dei dischi dei freni, batteria con maggior amperaggio, candele di nuovo tipo.

La carrozzeria non subisce variazioni, tanto è vero che la nuova 2800 si differenzia dalla sorella minore solo per l’aggiunta della specifica “2.8” sul cofano del portabagagli.

La Flaminia 3C Sport 2.8 viene prodotta fino al 1964 quando viene sostituita dal nuovo modello denominato Supersport, che mantiene il motore da 2774 cm³.

  • Periodo di produzione: dal 1963 al 1964
  • Modelli:
    • tipo 826.132, coupé 2 porte, 2 posti, con guida a sinistra
  • Numerazione progressiva:
    • tipo 826.132: da 1001 a 1070
  • Unità prodotte:
    • 33 (probabilmente tutte con guida a sinistra); da notare che le altre 37 unità, che mancano all’appello per coprire l’intervallo da 1001 a 1070 (70 esemplari), sono telai successivamente modificati nel tipo 826.232 (Supersport)
  • Caratteristiche principali:
    • motore: anteriore a 6 cilindri a V di 2774,83 cm³, potenza 150 cv (CUNA) a 5400 giri, valvole in testa;carrozzeria: coupé 2 porte, 2 posti, scocca portante, sospensione anteriore a ruote indipendenti, sospensione posteriore a ruote semi-indipendenti (schema De Dion);trasmissione con trazione alle ruote posteriori, cambio a 4 rapporti+retromarcia;dimensioni e peso: passo cm 252, lunghezza cm 449,5, larghezza cm 163, peso (a vuoto) kg 1260;velocità max: km/h 200.

Caratteristiche tecniche Flaminia 3C 2.8

Meccanica

Tipo motore: 6 cilindri a V (60°) tipo “826.100”; monoblocco; corpo cilindri in alluminio con canne ghisa piantate; pistoni in lega d’alluminio, con tre anelli (due di tenuta e uno raschiaolio); testa cilindri in alluminio con sedi valvole riportate; bielle in acciaio con boccole perno stantuffo in bronzo; albero motore ruotante su 4 supporti; sospensione del gruppo motore su 4 supporti, su doppi tamponi di gomma. Rapporto di compressione: 9,00:1;Cilindrata: (alesaggio mm 85,00 – corsa mm 81,50); totale 2774,83 cm³.

Distribuzione: albero a camme, nel basamento, in posizione centrale (posto cioè nell’angolo formato dalle due file di cilindri) comandato a catena con tenditore idraulico automatico; valvole in testa (due per cilindro) inclinate tra di loro, azionate da puntalini e bilancieri; camere di scoppio emisferiche; messa in fase della distribuzione: a) aspirazione: apertura 22° prima del P.M.S. (Punto Morto Superiore), chiusura 60° (66º secondo alcune fonti) dopo il P.M.I. (Punto Morto Inferiore): b) scarico: apertura 60° (66º secondo alcune fonti) prima del P.M.I., chiusura: 22° dopo il P.M.S. con gioco valvole, speciale per il controllo, mm 0,4; gioco normale valvole a motore freddo: aspirazione 0,20 mm, scarico 0,30 mm. Alimentazione: 1 carburatore invertito doppio corpo Weber 35 DCNL 3 con starter e 2 carburatori invertiti doppio corpo Weber 35 DCLN 2 senza starter; pompa elettrica tipo Bendix situata sul lato sinistro del vano bagagli; dati di regolazione: diffusore mm 30, getto principale mm 1,30, getto del minimo 0,55, freno aria mm 2,40; filtro aria sul carburatore, ad elemento filtrante (a richiesta filtro a bagno d’olio); serbatoio carburante situato posteriormente, sotto il vano bagagli.

Prestazioni motore : Potenza: 150 cv a 5.400 giri/minuto misurata col sistema CUNA (146 cv se misurata col sistema IGM – Istituto Generale della Motorizzazione)entrambi i metodi conducono a risultati simili a quelli rilevati con il più diffuso sistema DIN); infine la potenza è di 165 cv se misurata col sistema SAE, ovvero con motore non installato in vettura, sul banco, privo di marmitta, di ventilatore e di filtro dell’aria).Il regime di rotazione massimo ammesso è di 5600 giri al minuto / Coppia: 22,8 mkg a 3500 giri /minuto.

Accensione: a spinterogeno; bobina Marelli BZR201A; distributore d’accensione Marelli S 82 B; anticipo fisso 6°, anticipo automatico 11°30′ in più dell’anticipo fisso; ordine d’accensione: 1-4-3-6-5-2; numerazione cilindri: a sinistra 1-3-5, a destra 2-4-6, a partire dal ventilatore; candele Lodge 2 HL; apertura contatti distributore mm 0,37-0,43; Impianto elettrico: a 12 V – batteria da 56 Ah (sistemata nel cofano anteriore); dinamo Marelli DN 62 D da 300 W; motorino di avviamento elettrico Marelli MT 32 LA-0,8/12 D9; regolatore a tre nuclei Marelli IR 50 E.

Frizione: in blocco unico con cambio e differenziale (blocco unico disposto al retrotreno, come indicato alla voce “trasmissione”) monodisco a secco; corsa del pedale mm 20-25; per regolare la corsa del pedale occorre far ruotare la forcella posteriore del tirante di comando            Cambio: in blocco con frizione e differenziale (blocco unico disposto al retrotreno) a 4 rapporti+retromarcia; tutte le marce avanti sono silenziose e sincronizzate; rapporti: I=2,80:1; II=1,86:1; III=1,28:1; IV=1:1; RM=3,03:1; leva di comando centrale, a cloche; capacità olio gruppo propulsore (cambio-differenziale) litri 4,10 (pari a kg 3,70).

Telaio

Corpo vettura carrozzeria autoportante con struttura di supporto in lamiera d’acciaio saldata e con lastratura in lamiera di alluminio; telaio ausiliario raggruppante motore, montanti sospensioni anteriori e guida.

Sterzo a vite globoidale e rullo; capacità olio scatola guida litri 0,31 (kg 0,28); introduzione olio tramite tappo sul coperchio scatola (il livello è normale quando l’olio copre la vite globoidale); snodi a sfera (lubrificati solo al montaggio); ingrassatore a pressione sul perno di rinvio; timoneria con ammortizzatore idraulico telescopico; volante spostabile di mm 40 in avanti o indietro, con manicotto di bloccaggio; giri volante per sterzata completa: 4 e 1/2; diametro di sterzata metri 11 circa.

Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti a quadrilatero trasversale, molle ad elica e barra stabilizzatrice; ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto / posteriori: a ruote semi-indipendenti (schema De Dion), mediante assale con barra di reazione trasversale e barra stabilizzatrice, balestre longitudinali ed ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto.

Freni anteriori: a disco Dunlop / posteriori: a disco Dunlop; freni d’esercizio a pedale, con servofreno a depressione e circuiti ruote anteriori e posteriori indipendenti, diametro dei dischi cm 29,5 anteriormente e cm 30,7 posteriormente; freno di stazionamento, a mano, meccanico ed agente sul propulsore posteriore (l’impugnatura del comando del freno a mano è posizionata sotto il cruscotto); i freni anteriori sono montati normalmente sulle ruote, quelli posteriori sono montati all’uscita dal gruppo frizione-cambio-differenziale.

Pneumatici misure 165×400; pressioni gonfiaggio (a freddo): 2,10 kg/cm² anteriormente e 2,50 kg/cm² posteriormente; Cerchi: a disco, in lamiera stampata, 185×400.

Prestazioni dichiarate

Velocità: massime nelle varie marce: 64 km/h in I, 97 in II, 145 in III, 200 in IV, 59 in retromarcia; massima 200 km/h.

Consumi calcolato secondo norme CUNA (in IV marcia, a una velocità costante pari ai 2/3-3/4 della velocità massima, cioè, nella fattispecie, a circa 140-150 km/h) 13,3 litri di supercarburante (con NO minimo di 92) ogni 100 km.

Lubrificazione forzata, con pompa ad ingranaggi e valvola limitatrice della pressione; filtro del tipo “a cartuccia” posto sul lato sinistro del motore, filtro a rete nella succheruola; capacità circuito circa litri 7,30 (pari a kg 6,60), compresi filtri e tubazioni; raffreddamento olio con radiatore sul lato sinistro del radiatore acqua.

Raffreddamento ad acqua, a circolazione forzata, con pompa centrifuga coassiale col ventilatore ausiliario a 4 pale, comandato con cinghia trapezoidale; l’impianto è regolato da due termostati, uno sulle tubazioni e l’altro che comanda la persiana al radiatore; capacità circuito (radiatore e motore) litri 10 (incluso 1 litro dei riscaldatori); introduzione acqua tramite apertura tappo sul radiatore; scarico acqua tramite rubinetto posto sul lato destro del motore.

Trasmissione frizione, cambio e differenziale in gruppo unico, fissato al telaio e disposto al retrotreno; albero di trasmissione di tipo tubolare, senza supporto intermedio.

Rapporto al ponte rapporto finale di riduzione, con coppia conica Hypoid 13/45 (3,461:1).

Carrozzeria: coupé 2 porte (porte incernierate anteriormente, cioè con apertura controvento), 2 posti; volante a tre razze; sedili: sedili anteriori divisi; bagagliaio: ruota di scorta sotto il piano di carico (coperta da coperchio e da un tappeto di gomma); è possibile accedere al vano bagagli anche tramite uno sportello comunicante con l’abitacolo; comandi al volante: pulsante centrale per azionamento avvisatore elettroacustico.

Comandi a pedale: freno, frizione ed acceleratore (quest’ultimo del tipo a suola); tutti e tre i pedali sono rivestiti in gomma.

Strumentazione: riunita in due strumenti circolari; lo strumento di sinistra comprende il tachimetro con scala fino a 220 Km. orari, l’indicatore livello benzina, quelli della pressione dell’olio, della temperatura dell’acqua, della temperatura dell’olio e i due contachilometri (totalizzatore e parziale); lo strumento di destra include invece il contagiri (graduato fino a 6500 giri) e l’orologio.

Pendenze massime superabili in prima marcia=38%; in II=23%; in III= 15%; in IV=10%. ; in retromarcia 40%.

Flaminia 3C Sport 2800

Qualche giorno dopo l’apertura del XLVI Salone dell’Automobile di Torino, all’inizio del novembre 1964, debutta l’ultimo tra i modelli della stirpe Flaminia carrozzate da Zagato.

Questa ennesime versione, denominata “Supersport“, non presenta grandi innovazioni meccaniche (dove c’è soltanto una diversa alimentazione, con nuovi carburatori) ma si propone con una carrozzeria che, pur mantenendo la ben nota linea delle precedenti Sport, si fa notare per l’adozione della cosiddetta “coda tronca” (che mantiene peraltro la precedente fanaleria) ed un frontale modificato (presa d’aria più profilata e meno vistosa, alloggiamento dei fari di disegno ovale e incorniciatura cromata, abbassamento del cofano motore); altre variazioni : parabrezza più ampio e nuovi sedili, più anatomici e dotati di dispositivo speciale per la regolazione dello schienale.

La Supersport, che è più filante della sua progenitrice (l’altezza da terra è di cm 128 anziché 130,5) conquista anche un record significativo: nella produzione automobilistica italiana della metà degli anni sessanta, ha la più alta percentuale di leghe leggere (quasi il 25%) sul peso totale; più esattamente oltre 3 quintali di leghe leggere (215 kg nella meccanica e 95 kg nella carrozzeria).

Le prestazioni migliorano lievemente, non per l’irrilevante aumento della potenza del motore (da 150 a 152 cv) ma grazie alla migliorata aerodinamica, favorita anche dal citato abbassamento del cofano motore, abbassamento di 6 centimetri reso possibile dal montaggio del nuovo gruppo di carburatori; migliora anche la ripresa ai bassi regimi, in virtù dell’aumento del valore di coppia massima (da 22,8 a 23,6 kgm) che oltretutto si raggiunge ad un regime inferiore (3000 giri invece di 3500).

La velocità massima della Flaminia Supersport supera la fatidica barriera dei 200 all’ora (la casa dichiara 210 km. orari) ed è la prima Lancia “non da corsa” a poter correre tanto veloce.

Costruita in 150 pezzi in poco più di 2 anni, porta a 534 esemplari (526 secondo alcune fonti[10]) il totale di coupé uscite dagli stabilimenti Zagato in otto anni, dall’inizio del 1959 all’inizio del 1967.

La Flaminia Supersport esce definitivamente di scena alla fine del 1968, sparendo dal listino nel novembre di quell’anno.

  • Periodo di produzione: approssimativamente, dal novembre 1964 all’inizio del 1967 (la Supersport appare nei listini fino al mese di ottobre 1968, dopodiché scompare definitivamente)
  • Modelli:
    • tipo 826.232, coupé 2 porte, 2 posti, con guida a sinistra
    • tipo 826.233, coupé 2 porte, 2 posti, con guida a destra
  • Numerazione progressiva:
    • tipi 826.232 e 826.233: da 2001 a 2150
  • Unità prodotte:
    • 150 (di cui 148 con guida a sinistra e 2 con guida a destra); da notare che, sul totale di 150 esemplari, 59 sono stati realizzati su chassis originariamente destinati ad altre versioni e marchiati, in origine, come 824.13(tipo 3C Sport)(22 unità) e come 826.132(tipo 3C Sport 2800)(37 unità).
  • Caratteristiche principali:
    • motore: anteriore a 6 cilindri a V di 2774,83 cm³, potenza 152 cv (CUNA/DIN) a 5600 giri, valvole in testa;
    • carrozzeria: coupé 2 porte, 2 posti, scocca portante, sospensione anteriore a ruote indipendenti, sospensione posteriore a ruote semi-indipendenti (schema De Dion);
    • trasmissione: con trazione alle ruote posteriori, cambio a 4 rapporti+retromarcia;
    • dimensioni e peso: passo cm 252, lunghezza cm 442,0, larghezza cm 165,0, peso (a vuoto) kg 1260;
    • velocità max: km/h 210.

Caratteristiche tecniche Flaminia Supersport

Meccanica

Tipo motore: 6 cilindri a V (60°) tipo “826.200”; monoblocco; corpo cilindri in alluminio con canne ghisa piantate; pistoni in lega d’alluminio, con tre anelli (due di tenuta e uno raschiaolio); testa cilindri in alluminio con sedi valvole riportate; bielle in acciaio con boccole perno stantuffo in bronzo; albero motore ruotante su 4 supporti; sospensione del gruppo motore su 4 supporti, su doppi tamponi di gomma. Rapporto di compressione: 9,00:1; Cilindrata: (alesaggio mm 85,00 – corsa mm 81,50); totale 2774,83 cm³.

Distribuzione: albero a camme, nel basamento, in posizione centrale (posto cioè nell’angolo formato dalle due file di cilindri) comandato a catena con tenditore idraulico automatico; valvole in testa (due per cilindro) inclinate tra di loro, azionate da puntalini e bilancieri; camere di scoppio emisferiche; messa in fase della distribuzione: a) aspirazione: apertura 22° prima del P.M.S. (Punto Morto Superiore), chiusura 60° (66º secondo alcune fonti) dopo il P.M.I. (Punto Morto Inferiore): b) scarico: apertura 60° (66º secondo alcune fonti) prima del P.M.I., chiusura: 22° dopo il P.M.S. con gioco valvole, speciale per il controllo, mm 0,4; gioco normale valvole a motore freddo: aspirazione 0,20 mm, scarico 0,30 mm Alimentazione: 1 carburatore invertito doppio corpo Weber 40 DCN 6 con starter e 2 carburatori invertiti doppio corpo Weber 40 DCN 7 senza starter (oppure 3 Weber 40 DCN 12); pompa elettrica tipo Bendix situata sul lato sinistro del vano bagagli; filtro aria sul carburatore, ad elemento filtrante (a richiesta filtro a bagno d’olio); serbatoio carburante situato posteriormente, sotto il vano bagagli.

Prestazioni motore: Potenza: 152 cv a 5.600 giri/minuto misurata col sistema CUNA (148 cv se misurata col sistema IGM – Istituto Generale della Motorizzazione)entrambi i metodi conducono a risultati simili a quelli rilevati con il più diffuso sistema DIN); infine la potenza è di 167-168 cv se misurata col sistema SAE, ovvero con motore non installato in vettura, sul banco, privo di marmitta, di ventilatore e di filtro dell’aria; il regime di rotazione massimo ammesso è di 5900 giri al minuto / Coppia: 23,6 mkg a 3000 giri /minuto.

Accensione: a spinterogeno; bobina Marelli BZR201A; distributore d’accensione Marelli S 82 B; anticipo fisso 6°, anticipo automatico 11°30′ in più dell’anticipo fisso; ordine d’accensione: 1-4-3-6-5-2; numerazione cilindri: a sinistra 1-3-5, a destra 2-4-6, a partire dal ventilatore; candele Lodge 2 HL; apertura contatti distributore mm 0,37-0,43 Impianto elettrico: a 12 V – batteria da 56 Ah (sistemata nel cofano anteriore); dinamo Marelli DN 62 D da 300 W; motorino di avviamento elettrico Marelli MT 32 LA-0,8/12 D9; regolatore a tre nuclei Marelli IR 50 E.

Frizione: in blocco unico con cambio e differenziale (blocco unico disposto al retrotreno, come indicato alla voce “trasmissione”) monodisco a secco; corsa del pedale mm 20-25; per regolare la corsa del pedale occorre far ruotare la forcella posteriore del tirante di comando Cambio: in blocco con frizione e differenziale (blocco unico disposto al retrotreno, come indicato alla voce “trasmissione”) a 4 rapporti+retromarcia; tutte le marce avanti sono silenziose e sincronizzate; rapporti: I=2,80:1; II=1,86:1; III=1,28:1; IV=1:1; RM=3,03:1; leva di comando centrale, a cloche; capacità olio gruppo propulsore (cambio-differenziale) litri 4,10 (pari a kg 3,70).

Telaio

Corpo vettura carrozzeria autoportante con struttura di supporto in lamiera d’acciaio saldata e con lastratura in lamiera di alluminio; telaio ausiliario raggruppante motore, montanti sospensioni anteriori e guida.

Sterzoa vite globoidale e rullo; capacità olio scatola guida litri 0,31 (kg 0,28); introduzione olio tramite tappo sul coperchio scatola (il livello è normale quando l’olio copre la vite globoidale); snodi a sfera (lubrificati solo al montaggio); ingrassatore a pressione sul perno di rinvio; timoneria con ammortizzatore idraulico telescopico; la posizione di guida è a sinistra (guida a destra, a richiesta); volante spostabile di mm 40 in avanti o indietro, con manicotto di bloccaggio; giri volante per sterzata completa: 4 e 1/2.

Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti a quadrilatero trasversale, molle ad elica e barra stabilizzatrice; ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto / posteriori: a ruote semi-indipendenti (schema De Dion), mediante assale con barra di reazione trasversale e barra stabilizzatrice, balestre longitudinali ed ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto.

Freni anteriori: a disco Dunlop / posteriori: a disco Dunlop; freni d’esercizio a pedale, con servofreno a depressione e circuiti ruote anteriori e posteriori indipendenti, diametro dei dischi cm 29,5 anteriormente e cm 30,7 posteriormente; freno di stazionamento, a mano, meccanico ed agente sul propulsore posteriore (l’impugnatura del comando del freno a mano è posizionata sotto il cruscotto); i freni anteriori sono montati normalmente sulle ruote, quelli posteriori sono montati all’uscita dal gruppo frizione-cambio-differenziale.

Pneumatici misure 165×400; pressioni gonfiaggio (a freddo): 1,90 kg/cm² anteriormente e 2,10 kg/cm² posteriormente / Cerchi: a disco, in lamiera stampata, 185×400.

Prestazioni dichiarate

Velocità: massime nelle varie marce: 75 km/h in I, 113 in II, 164 in III, 210 in IV, 69 in retromarcia; massima 210 km/h.

Consumi calcolato secondo norme CUNA (in IV marcia, a una velocità costante pari ai 3/4 della velocità massima, cioè, nella fattispecie, a circa 155 km/h) 15,2 litri di supercarburante (con NO minimo di 92) ogni 100 km.

Lubrificazione forzata, con pompa ad ingranaggi e valvola limitatrice della pressione; filtro del tipo “a cartuccia” posto sul lato sinistro del motore, filtro a rete nella succheruola; capacità circuito circa litri 7,30 (pari a kg 6,60), compresi filtri e tubazioni; raffreddamento olio con radiatore sul lato sinistro del radiatore acqua.

Raffreddamento ad acqua, a circolazione forzata, con pompa centrifuga coassiale col ventilatore ausiliario a 4 pale, comandato con cinghia trapezoidale; l’impianto è regolato da due termostati, uno sulle tubazioni e l’altro che comanda la persiana al radiatore; capacità circuito (radiatore e motore) litri 10 (incluso 1 litro dei riscaldatori); introduzione acqua tramite apertura tappo sul radiatore; scarico acqua tramite rubinetto posto sul lato destro del motore.

Trasmissione frizione, cambio e differenziale in gruppo unico, fissato al telaio e disposto al retrotreno; albero di trasmissione di tipo tubolare, senza supporto intermedio.

Rapporto al ponte rapporto finale di riduzione, con coppia conica Hypoid 13/45 (3,461:1).

Carrozzeria: coupé 2 porte (porte incernierate anteriormente, cioè con apertura controvento), 2 posti; volante a tre razze; sedili: sedili anteriori divisi, con schienali ribaltabili; vano motore: vano illuminato, ad apertura controvento, bilanciato; bagagliaio: non illuminato; ruota di scorta sotto il piano di carico (coperta da coperchio e da un tappeto di gomma); è possibile accedere al vano bagagli anche tramite uno sportello comunicante con l’abitacolo; volume del bagagliaio 365 dm³; comandi al volante: pulsante centrale per azionamento avvisatore elettroacustico.

Comandi a pedale: freno, frizione ed acceleratore (quest’ultimo del tipo a suola); tutti e tre i pedali sono rivestiti in gomma.

Strumentazione: riunita in due strumenti circolari; lo strumento di sinistra comprende il tachimetro con scala fino a 220 Km. orari, l’indicatore livello benzina, quelli della pressione dell’olio, della temperatura dell’acqua, della temperatura dell’olio e i due contachilometri (totalizzatore e parziale); lo strumento di destra include invece il contagiri (graduato fino a 6500 giri) e l’orologio.

Pendenze massime superabili in prima marcia=39%; in II=25%; in III= 16,4%; in IV=12%. ; in retromarcia 40%.

Flaminia Sport da competizione

La distinzione tra Flaminia Sport stradali” e “corsa” è spesso meno netta di quanto si possa ritenere in quanto Zagato – che costruisce queste Sport con sistemi ancora artigianali – si pone a disposizione dei clienti per allestire la macchina quasi “su misura”.

Ciò premesso, e dunque seppur con le debite eccezioni, le Sport più spinte risultano alleggerite grazie all’adozione di cristalli laterali in plexiglas, sedili più spartani e di forma più avvolgente e altri accorgimenti: il peso a vuoto (a secco) scende così a circa 1100 kg. Dal punto di vista meccanico, invece, è disponibile il montaggio di un collettore di aspirazione con tre carburatori invertiti doppio corpo Solex (tipo 35 PIL) che aumenta la potenza da 119 a 135-140 cv a 5600 giri (155 cv se misurati col sistema SAE) ed incrementa anche notevolmente la coppia motrice.

Come in genere avviene per le macchine destinate ad un impiego un po’ esasperato o agonistico, la Flaminia Sport può montare, in luogo di quello di serie normale (che è 13/45, pari a una demoltiplicazione di 3,461:1) altri rapporti al ponte (coppia conica ipoide) più “corti”, ed esattamente : 13/46 (3,538:1), 13/48 (3,692:1), 11/42 (3,818:1), 12/47 (3,917:1). Anche il cambio di velocità può essere fornito con rapporti diversi da quelli di serie (2,79:1 invece di 3,09 in I, 1,85:1 invece di 2,05 in II, 1,28:1 invece di 1,41 in III). Altri “optionals” previsti: coppa olio maggiorata, un diverso tipo di candele, serbatoio carburante di maggiore capacità (100 litri contro 57). Un’ulteriore elaborazione del motore che comprende messa a punto particolare, lucidature, sostituzione dell’albero a camme ed altri alleggerimenti, porta altri cavalli, arrivando ad erogare, secondo alcune fonti, ben 160 cv a 6000 giri (178 cv se misurati col sistema SAE) che consente alla vettura di sfiorare i 230 km. orari.

In Italia, una delle prime Flaminia Sport elaborate, condotta dallo stesso contitolare della carrozzeria Zagato, Elio, partecipa tra il 27 settembre 1959 (quando debutta nella corsa in salita Sarezzo-Lumezzane) all’11 dicembre 1960 (Coppa F.I.S.A. a Monza) a sei gare, ottenendo lusinghieri risultati.

Da segnalare il sensazionale exploit compiuto nel marzo del 1961 da una Flaminia Sport “preparata” (con il motore da 160 cv) che, guidata dal noto pilota Giulio Cabianca, impiega 1 ora e mezza a percorrere il tratto Milano-Firenze dell’Autostrada del Sole, viaggiando a una media di 187 km orari; nel viaggio di ritorno, compiuto immediatamente dopo, Cabianca tiene una media elevatissima: 181 km orari da Firenze a Bologna e ben 218 km orari da Bologna a Milano.

Queste medie, effettivamente sbalorditive, vengono ottenute sotto la pioggia e, addirittura, con autostrada aperta al traffico (seppure scarso).

Nei primi mesi del 1962 viene costruito da Zagato un esemplare con telaio tubolare, con motore elaborato da Facetti ed erogante 160 CV. Il 6 maggio 1962 la Tubolare, iscritta nella categoria Prototipi in quanto non omologabile tra le Gran Turismo, partecipa alla Targa Florio dove non può esprimere le sue potenzialità, essendo costretta al ritiro per un guasto alla trasmissione.

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