Ducati Scrambler anni ’70

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Negli anni ’70 si fece largo tra gli appassionati di moto un modello importato dagli States lo Scrambler. Con il termine Scrambler, in campo motociclistico, indica un tipo di motoveicolo con caratteristiche principalmente stradali, al quale sono state apportate lievi modifiche per renderlo adatto ad affrontare percorsi sterrati o brevi tratti fuoristrada di trascurabile difficoltà.
Il termine “scrambler” deriva dal verbo inglese “to scamble“ che significa mischiare.
Così venivano chiamate, in alcuni territori di provincia statunitensi della fine anni cinquanta, le motociclette stradali cui venivano applicati manubri, pneumatici e rapporti da fuoristrada, al fine di essere impiegate sulle lunghe strade sterrate che collegavano i “ranch” alle vie di comunicazione pubbliche.
Il termine, arrivato in Europa, viene utilizzato soprattutto dalle case italiane e inglesi che, negli anni sessanta, sfornano un cospicuo numero di modelli “scrambler”.
In Italia, molte delle più importanti case costruttrici avevano in listino un modello turistico trasformato “scambler“, come Moto Guzzi, Moto Morini, MV Agusta e Gilera, oppure un modello appositamente concepito come la Ducati, per cercare uno sbocco commerciale sul mercato americano.
Furono i fratelli Berliner importatori per la Ducati del Nord America a richiedere agli inizi degli anni ’60 una moto “dirt tracks” alla Ducati che produsse per loro lo Scrambler, inizialmente in una inedita e sconosciuta in Italia cilindrata di 100cc.
La Ducati Scrambler era dotata di un motore monocilindrico progettato da Fabio Taglioni, il manubrio era largo adatto ad una guida off the road e i parafanghi erano verniciati nello stesso colore della carrozzeria.
Il Ducati Scrambler era principalmente destinato al mercato americano. Subì continue modifiche fino al 1968, quando Taglioni modificando il carter e ingrandendolo aumentò la resistenza del blocco motore che poté ospitare le cilindrate prima di 250 e 350 e poi, nel 1969, nella 450, uscì di produzione nel 1974.
Il Ducati Scrambler 450 era esteticamente uguale alla versione 350 veniva commercializzata in un giallo molto acceso con alcune cromature sul serbatoio.
Il modello destinato al mercato europeo differiva da quello americano solo per il coperchio del filtro dell’aria che era liscio per l’ Europa e nervata per l’ America e per la luce posteriore cilindrica invece che allungata.
Molti non sanno che la produzione dello Scrambler 250 e parte della 350 dal 1972 venne affidata alla società spagnola Mototrans che li assemblava presso gli stabilimenti di Barcellona, la Mototrans creò anche una versione che montava ruote, sospensioni e carburatore di fabbricazione spagnola e che chiamo “Road”.
Il fattore estetico giocava, a parere di tanti, la carta vincente sulla scelta di questo monocilindrico che, se pur pesante e con una messa in moto (e chi l’ ha avuta se lo ricorda ancora) a dir poco tremenda (soprattutto nel ritorno), e con prestazioni non proprio delle più performanti, il suono era inconfondibile e affascinante.

Caratteristiche tecniche – Ducati 450 Scrambler del 1973

Dimensioni e pesi

Ingombri (lunghezza × larghezza) 2120 × 940 mm
Altezze Sella: 770 mm – Minima da terra: 180 mm – Pedane: 280 mm
Interasse: 1380 mm Massa a vuoto: 140 kg Serbatoio: 12,6 l di cui 1,6 di riserva

Meccanica

Tipo motore: Monocilindrico verticale ciclo Otto, con testata e cilindro in lega leggera e canna in ghisa Raffreddamento: ad aria
Cilindrata 340,2 cm³ (Alesaggio 76 x Corsa 75 mm)
Distribuzione: monoalbero a camme in testa comandata da alberello e coppie coniche, 2V per cilindro, inclinate fra loro di 80° Alimentazione: carburatore Dall’Orto VHB 29
Potenza: 27 CV a 8.500 giri Coppia: Rapporto di compressione: 9,3:1
Frizione: Dischi multipli in bagno d’olio Cambio: in blocco a 5 marce a innesti frontali
Accensione elettronica Bosch
Trasmissione primaria a ingranaggi elicoidali; secondaria a catena
Avviamento a pedale

Ciclistica

Telaio Monotrave in acciaio a culla aperta
Sospensioni Anteriore: Forcella Marzocchi teleidraulica con steli coperti ∅ 35 mm / Posteriore: Forcellone oscillante con ammortizzatori Marzocchi, regolabili su 3 posizioni
Freni Anteriore: a tamburo centrale Grimeca, doppia camma, ∅ 180 mm / Posteriore: a tamburo centrale Grimeca, camma singola, ∅ 160 mm
Pneumatici anteriore 3,50 x 18, posteriore 4,00 x 18, con cerchi a raggi Borrani
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 130 km/h
Accelerazione sul quarto di miglio da fermo, 14,600 s
Consumo medio 20 km/l

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