La Alpine A110 è un’autovettura sportiva prodotta dal 1962 al 1977 dalla casa automobilistica francese Alpine-Renault.
La A100 è un’auto per appassionati, viaggiare con questa vettura è come innamorarsi: bisogna tener presente, innanzitutto, che l’auto è stata progettata per vincere nei rally. È un’auto da meritare: non ha un brutto carattere, ma semplicemente il suo carattere; non si sale a bordo di un’Alpine, ci si scivola dentro. Eppure, dopo aver preso il volante, l’osmosi è immediata.
La nascita della piccola A110, avvenne , presentata da Jean Rédélé , al Salone di Parigi nel 1962. Il modello, derivato dall’Alpine A108, presenta miglioramenti stilistici, con un design più raffinato: cofano motore più piatto, superfici vetrate più ampie e gruppi ottici posteriori della Renault 8. Il nuovo blocco motore impone modifiche a livello delle prese d’aria: poiché il radiatore del nuovo motore è fissato posteriormente, vengono realizzate delle aperture sulla parte superiore dei parafanghi, nella resina, e completate con quattro listelli cromati. In definitiva, l’insieme delle modifiche realizzate esalta l’eleganza della A110, che presenta una silhouette estremamente pura, sobria e perfettamente equilibrata.
Meccanicamente, invece, la A110 è completamente nuova: nuovo fu il telaio utilizzato per la sua realizzazione, sebbene fosse anch’esso a trave centrale come nel caso dell’antenata, e nuova fu la meccanica adottata, proveniente dall’allora neonata Renault 8 ed inizialmente consistente in un motore a 4 cilindri da 956 cm³ di cilindrata, in grado di erogare 50 CV di potenza massima. Con tale unità motrice, la A110 sfiorava i 160 km/h.,nel corso della sua storia, però, la A110 adottò svariate motorizzazioni, tutte provenienti dalla produzione Renault di serie, fino ad arrivare ad un propulsore da 1.8 litri, non montato però sulle vetture di serie.
Attingendo alla banca di organi meccanici di Renault, la A110 ha seguito l’evoluzione di cilindrata della marca della Losanga che, convinta della serietà dell’azienda, ha concesso, nel frattempo, la sua fiducia alla marca Alpine. Dopo i propulsori della Dauphine e della Renault 8, saranno utilizzati i motori della Renault 12 e della Renault 16, modificati da diversi “maghi”. Marc Mignotet, uno dei più celebri, sviluppa diverse versioni del propulsore della Renault 8 e lo declina in 956 cm3, 1108 cm3, 1255 cm3, 1296 cm3. Rivisitato da Amedeo Gordini, il motore 1108 cm3 della Renault 8 raggiunge una potenza di 95 cv, grazie ad un doppio carburatore. Successivamente, saranno montati nel vano motore il 1289 cm3 della Renault 12TS, i 1470 cm3, 1565 cm3 e 1647 cm3 della Renault 16, e il 1605 cm3 della Renault 17.
Dietro il volante, rivestito in pelle, il cruscotto è completo, con tachimetro e contagiri. In funzione delle versioni, può accogliere un manometro per la pressione dell’olio, un amperometro, un manometro per la temperatura dell’acqua, un orologio… Il resto è abbastanza essenziale, per non dire spartano: sedili in skai nero, regolabili in inclinazione e profondità; porte equipaggiate con manovella, per aprire e chiudere i finestrini. Esisteva, tuttavia, un listino di opzioni: fari addizionali, serbatoio del carburante più capiente, cerchi in lega, sedili avvolgenti.
I conducenti della A110 affermano che quest’auto tiene meglio la strada in curva che nei rettilinei. La maneggevolezza e la motricità sono i suoi punti di forza, grazie alla disposizione posteriore a sbalzo del propulsore che provoca uno slittamento facilmente controllabile con volante e acceleratore. Viceversa, risulta talvolta più problematico il controllo della traiettoria, ma che importa? È un’auto che non invoglia alla guida, ma al pilotaggio. I suoi difetti sono le sue qualità. La leggerezza e la maneggevolezza delle A110 faranno scintille in competizione e renderanno felici, oltre ai piloti, anche gli spettatori, che potranno ammirarle in evoluzioni molto spesso acrobatiche. Impossibile, o quasi, elencare tutti i successi ottenuti dalla A110 in competizione.
La A110 è stata sicuramente la più famosa tra le Alpine, grazie ai suoi innumerevoli successi in tutto il mondo. Appena nata, infatti, la A110 fu immediatamente introdotta sui tracciati di gara e subito cominciò a farsi conoscere riscuotendo numerosi successi. La A110, specie nelle prime versioni, quelle con motorizzazioni minori, fece anche da “scuola” per numerosi aspiranti piloti, alcuni dei quali emersero e divennero assai famosi, come per esempio il brasiliano Emerson Fittipaldi, poi approdato in Formula 1.
Dopo i primi successi, più che altro circoscritti quasi all’ambito nazionale, la A110 subì nel 1964 il primo trapianto di motore, passando all’unità da 1108 cm³ proveniente dalla R8 Major ed in grado di erogare 60 CV di potenza, divenuti in seguito 86 CV.
Nel 1967, la A110 beneficiò del motore da 1255 cm³ ,introdotto nell’anno precedente per la R8 Gordini 1300. Tale motore erogava 95 CV DIN, ma vi furono altri due motori di cilindrata simile (1296 e poi 1289 cm³) in grado di erogare rispettivamente 110 e 72 CV DIN e fu grazie a tali motorizzazioni che la A110 cominciò ad imporsi all’attenzione di tutti, affermandosi di continuo in numerosi rally.
Ma il passo definitivo avvenne nel 1969, quando la A110 ricevette il motore da 1565 cm³ già montato sulla R16 ed elaborato in modo da raggiungere potenze comprese tra gli 83 ed i 148 CV. In questo modo, la A110 raggiunse velocità massime nell’ordine dei 210–215 km/h. Fu con questo propulsore che la vettura ottenne successi di portata storica, primo fra tutti il titolo di Campione del mondo di Rally nel 1973.
Elenchiamo di seguito un breve riassunto delle storia della A110 nelle competizioni.
1961 – 1966: gli esordi: José Rosinski segna la prima vittoria di una A110 al Rally dei Leoni 1963. Il seguito della stagione si rivelerà altrettanto fruttuoso con alcuni fatti salienti, quali uno “scratch” di un certo Jacques Cheinisse al Rally d’Autunno. Negli anni successivi, diversi piloti “privati” si distingueranno in competizioni nazionali e internazionali, davanti a modelli di marche ben note e molto più potenti.
1967: la costituzione di una grande équipe: Le Alpine diventano Alpine Renault. Arrivano nuovi piloti: Gérard Larrousse, Jean-Claude Andruet, Jean-Pierre Nicolas, nel team ufficiale, ma anche molti altri, tra cui Bernard Darniche, tra i “privati”.
1968: il primo Campionato di Francia: Dopo le vittorie al “Neige et Glace”, al Rally di Lorena di Gérard Larousse, Jean-Claude Andruet ottiene il titolo di Campione di Francia, con quattro vittorie nella stagione.
1969: Il decollo: Jean Vinatier e Jean-Claude Andruet sono piloti che emergeranno in quell’anno con diverse vittorie. Il primo sarà anche Campione di Francia del Rally al termine della stagione.
1970: Il Campionato d’Europa e il Campionato di Francia: La Berlinetta 1600 S ha ottenuto l’omologazione in gruppo 4, e può finalmente battersi ad armi quasi pari contro gli altri concorrenti con modelli più potenti. Dopo alcuni exploit, il focoso Jean-Claude Andruet conquista, al termine della stagione, il titolo di Campione di Francia e Campione d’Europa.
1971: La Berlinetta domina Montecarlo: Sarà anch’esso un anno ricco di successi. Ove Andersson vince nel Rally di Montecarlo, Jean-Luc Thérier è secondo, Andruet terzo. Andersson strappa anche la vittoria in Italia, sgominando un’armata di Fiat e Lancia. Trionfa anche al rally austriaco delle Alpi e all’Acropoli, e offre il titolo internazionale ad Alpine. A sua volta, Jean-Pierre Nicolas vince il Campionato di Francia.
1972: Verso la gloria: Il propulsore 1600 è sostituito da un più potente 1800 cm3. Jean-Claude Andruet domina il Tour de Corse. Seguiranno numerose vittorie, condivise tra i piloti dell’équipe. Alla fine della stagione, Bernard Darniche è consacrato Campione di Francia. Da parte sua, Jean-Luc Thérier realizza un exploit, vincendo il Rally des Cévennes con un propulsore 1600 turbo. Siamo agli albori di questa tecnica, destinata ad ottenere grande successo in futuro.
1973: L’apogeo dell’epopea: Immaginiamo i migliori piloti francesi del momento: Andruet, Darniche, Thérier, Nicolas, Piot, senza dimenticare il navigato Andersson. Oltre ad essi, un team di meccanici, che si dedicano anima e corpo ad un’auto, ai vertici del suo sviluppo. La stagione inizia con la vittoria di Andruet al Montecarlo, dietro di lui altre quattro A110. In Portogallo, Thérier e Nicolas realizzano una doppietta. Al Rally del Marocco, Darniche è la star. Il resto della stagione sarà in linea. Alpine Renault incassa il titolo di Campione del Mondo e Jean-Luc Thérier quello di Campione di Francia.
1974 – 1975: gli ultimi bagliori dell’équipe ufficiale: Nicolas vince al Rally del Marocco, e si classifica secondo al Tour de Corse. Ma la A110 è arrivata agli sgoccioli ed è Henry che offre, quell’anno, l’ultima vittoria all’A110 al Critérium des Cévennes.
Dopo una gloriosa carriera e risultati prestigiosi, la A110 potè andare ufficialmente in pensione, anche se continuerà ancora, negli anni, a strappare numerose altre vittorie grazie a piloti privati, appassionati di quest’auto che resterà per sempre un’icona.
Dati tecnici
| Caratteristiche tecniche – Alpine A 110 | |||
| Modello | Versione 1300 S del 1970 | Versione 1800 VB del 1970 | |
| Motore | Renault tipo 810.30, 4 cilindri in linea ciclo Otto, posteriore longitudinale | Renault-Gordini tipo 844, 4 cilindri in linea ciclo Otto, posteriore longitudinale | |
| Cilindrata | 1.296 cm³ (Alesaggio x corsa = 75,7 x 72 mm) | 1.798 cm³ (Alesaggio x corsa = 82,5 x 84 mm) | |
| Distribuzione | a valvole in testa inclinate a V con aste e bilancieri | ||
| Potenza max | 120 CV a 6.900 giri/min | 170 CV a 6.500 giri/min | |
| Coppia max | |||
| Frizione | monodisco a secco | ||
| Cambio | a 5 rapporti + RM | ||
| Trazione | posteriore | ||
| Scocca | a piattaforma portante | ||
| Sospensioni ant. | a ruote indipendenti, bracci oscillanti, molle elicoidali, barra di torsione, ammortizzatori idraulici telescopici | ||
| Sospensioni post. | a ruote indipendenti, bracci di forza a V, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici | ||
| Impianto frenante | a disco sulle 4 ruote con comando idraulico. Freno a mano sulle posteriori con comando meccanico | ||
| Pneumatici | 155 x 15″ | ||
| Peso | 595 kg a vuoto | 710 kg a vuoto | |
| Serbatoio | |||
| Accelerazione | |||
| Velocità massima | 210 km/h | 252 km/h | |
| Consumo |














