Porsche 935

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La Porsche 935 era un’automobile da competizione del Gruppo 5, le cosiddette Silhouette, e derivava dalla Porsche 911 turbo stradale, di cui era una versione potenziata. Trattasi di un autentico mostro delle competizioni dell’epoca, ricordo che nel 1976 la McLaren vinse il mondiale di F1 alimentata del motore Ford Cosworth, il quale erogava una potenza di 480 cv., tale vettura nella sua prima stagione arrivò ad erogare la bellezza di 630 cv. Era riservata alla squadra ufficiale Porsche, mentre ai team privati andò un diverso progetto, la Porsche 934, che gareggiava nel Gruppo 4 (le Gran Turismo più simili alle stradali). In seguito la Porsche dietro pressioni dei clienti realizzò una piccola serie di 935, dalle prestazioni leggermente inferiori a quelle delle vetture “ufficiali“.
935/76
Il modello originale della vettura era denominato semplicemente Porsche 935, ma in seguito divenne 935/76 per non confonderlo con le evoluzioni successive. Il motore era una variante del classico 6 cilindri boxer da 3 litri. La cilindrata fu ridotta a 2.850 cm. per poter gareggiare nella classe “4 litri” poiché le auto sovralimentate erano sottoposte a un fattore di penalità di 1,4 (infatti 4.000 cm³:1,4=2.857 cm³). Dotato di un solo turbo questo motore erogava 560 CV (420 kW) se la pressione del turbo era regolata a 1,2 bar, mentre quando la pressione raggiungeva 1,5 bar la potenza era di 630 CV (configurazione per le “gare sprint“). La vettura pesava 970 kg.
Dopo aver conseguito la vittoria al debutto, la 6 Ore del Mugello in una prima versione che rassomigliava a una 911maggiorata”, già alla 1000 km del Nürburgring del 1976 la 935 si differenziò nella carrozzeria dalla stradale perché, sfruttando un buco regolamentare, i due grandi fari della versione stradale furono eliminati per una linea più aerodinamica. L’Ing. Norbert Singer, uno dei progettisti, aveva scoperto che i fari ricadevano nella zona dei parafanghi, che il regolamento consentiva di modificare liberamente per permettere l’aumento delle carreggiate e il montaggio di ruote più grandi, e disegnò parafanghi privi di fari. L’impianto di illuminazione fu poi piazzato tra il paraurti e lo spoiler anteriore.
935/77
La versione 1977 della 935 fu migliorata nell’aerodinamica, con una carrozzeria capace di generare più deportanza senza incrementare la resistenza. Fu installato un secondo lunotto posteriore sopra di quello originale, per facilitare lo scorrimento dei flussi d’aria verso l’alettone posteriore. Il corpo vettura subì un modesto incremento delle dimensioni, e  il peso rimase a 970 kg. Altri  interventi  riguardarono  il  motore ,  il “Type 930/78″, il cui grosso turbo singolo fu rimpiazzato, sulle versioni ufficiali, da due unità di dimensioni ed inerzia minori, per ridurne il ritardo di risposta senza sacrificare la potenza massima, di 630 CV a 8.000 giri/min col rapporto di compressione invariato a 6,5:1. La schiacciante superiorità di tale vettura spinse i clienti Porsche a chiedere di poterla avere, poiché fino a quel momento avevano potuto disporre di un propulsore a singolo turbocompressore di 590 CV. Stoccarda rispose allestendo 15 esemplari biturbo con carrozzeria ancora molto simile a quella del 1976. Uniche differenze un frontale meglio profilato e le prese d’aria laterali maggiori, poste sui passaruota posteriori. La Porsche assemblò 3 vetture 935 ufficiali nella specifica 1977, mentre una quarta vettura fu realizzata con specifiche particolari: boxer ridotto a 1,4 litri, singolo turbocompressore, per una potenza massima di circa 380 CV ad 8.000 giri/min: tale versione, la 935/77 “Baby”, fu studiata specificamente per la classe inferiore del campionato tedesco DRM, che si disputava con la classe “2 litri”.
935/77 “Baby”
La “Baby” (nome ufficiale di progetto 935J ) fu allestita per competere nella categoria “due litri” del campionato nazionale tedesco (il Deutsche Rennenwagen Meisterschaft o DRM) e scontrarsi con le vetture BMW 320 e le Ford Escort. Dotata per regolamento di un motore turbo di soli 1,4 litri (1,4 litri x coefficiente regolamentare 1,4 = 2 litri) e alleggerita tramite l’adozione di telaietti anteriori e posteriori in traliccio di tubi al posto della monoscocca, la vettura pesava solo 735 kg.
Dopo aver colto una vittoria a Hockenheim a sole tre settimane dal debutto al Norisring ed aver dimostrato la sua particolare efficienza, la Porsche la ritirò dalle competizioni per esporla nel suo museo, dove è ancora possibile vederla.
935/78 “Moby Dick”
Nel 1978 la Porsche presentò un’evoluzione radicale del progetto 935: il motore 6 cilindri boxer fu portato a 3,2 litri e dotato di testate bialbero a quattro valvole per cilindro raffreddate ad acqua, come sulla contemporanea Porsche 936, e grazie a tale soluzione tecnica la potenza arrivò a circa 750 CV a 8200 giri/minuto in condizioni di gara; del telaio originale si mantenne solo l’abitacolo, in ossequio al regolamento, e ad esso furono applicati specifici telaietti all’anteriore e al posteriore e, come tocco finale, si abbassò l’intera vettura di 7,5 cm sfruttando un buco regolamentare; la linea aerodinamica venne aggiornata con una sinuosa coda aerodinamica e un lungo e affusolato muso, studiati per le alte velocità raggiunte a Le Mans. Per le dimensioni giunoniche ed il colore ufficiale bianco usato nei primi collaudi, il modello 935/78 venne soprannominato “Moby Dick”.
Quell’anno a Le Mans la 935/78 raggiunse i 365 km/h sul lungo rettifilo delle Hunaudières, conquistando il primato ufficioso di Porsche 911 più veloce mai costruita e ottenendo il secondo posto in griglia a discapito delle vetture prototipo, ma non riuscì a vincere a causa di problemi di affidabilità del suo potente motore e del consumo sensibilmente superiore rispetto ai “prototipi” avvantaggiati da una più ridotta sezione frontale che li favoriva dal punto di vista aerodinamico. Nella sua carriera partecipò solo a 4 gare, vincendo quella di debutto, la 6 Ore di Silverstone del 1978.
Successivamente vari preparatori della casa di Stoccarda si cimentarono nella elaborazione di tale vettura , Kremer (sicuramente il più rinomato) , Jost Racing, Momo Racing, John Fitzpatrick Racing , con enorme successo, in quanto continuarono a vincere per diversi anni , da ricordare la vittoria di classe alla 24 di Le Mans 1982 , piazzandosi al quarto posto della classifica assoluta dietro a tre prototipi ufficiali Porsche 962.
935/77 caratteristiche tecniche:
Categoria: Gruppo 5
Motore: sei cilindri boxer biturbo
Cilindrata: 2.857 cc
Potenza complessiva: 463 kW (630 CV)
Peso a vuoto: 970 kg
Velocità massima: 366 km/h
Principale successo: Vittoria del Campionato mondale marche del 1977
Piloti: Jacky Ickx, Jochen Mass
935/78 caratteristiche tecniche:
Categoria: Gruppo 5
Motore: sei cilindri boxer biturbo
Cilindrata: 3.211 cc
Potenza complessiva: 621 kW (845 CV)
Peso a vuoto: 1.025 kg
Velocità massima: 366 km/h
Principale successo: 6 Ore di Silverstone, 8° posto a Le Mans
Piloti: Rolf Stommelen, Manfred Schurti

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