24 ore di Daytona 1967

Avatar di taglia63Posted by

Una gara da leggenda. Daytona, prima gara della stagione 1967 del campionato mondiale Sport Prototipi. La scuderia Ferrari porta al debutto le 330 P4 ed il nuovo direttore sportivo Franco Lini. Lini era uno dei più quotati giornalisti del settore ed un gran conoscitore di gare e regolamenti sportivi, si narra che una volta assunto il Drake come benvenuto gli disse :  ”Lini adesso la smetterà di scrivere sempre articoli contro di me”. I piloti della squadra ufficiale sono Mike Parkes, Ludovico Scarfiotti, Lorenzo Bandini ed il nuovo acquisto, il neozelandese Chris Amon. Il clima della Florida è come al solito temperato, ma in pista la temperatura è rovente, la Ferrari vuole riconquistare la supremazia nelle ruote coperte che equivale alla supremazia tecnica nel mondo dell’automobilismo sportivo. La casa di Maranello ha mal digerito la sconfitta subita alla 24 ore di Le Mans nel giugno precedente dalla casa di Detroit.
Alla Ford invece sono tranquilli, retaggio della supremazia dimostrata nell’anno precedente, ma subito nelle prime fasi di gara , si dice per un errore di trattamento termico, si rompono gli alberi primari del cambio, dopo sole due ore le GT40 ufficiali sono fuori corsa. Per la Ford è una sconfitta, e le Ferrari possono continuare indisturbate, senza più avversari in grado di impensierirle, fino allo scadere della ventiquattresima ora.
Franco Lini, da buon ex giornalista, ha un’intuizione geniale , organizza un arrivo in parata delle Ferrari dominatrici per la gioia del pubblico e dei fotografi presenti. Tra gli intenti della Ferrari c’è quello di rivendicare l’arrivo in parata delle Ford a Le Mans dell’anno prima. Tagliare quel traguardo con tre vetture rosse appaiate è un grande smacco per la potente industria americana. Quell’arrivo in parata è rimasto nella storia dell’automobilismo sportivo. Chris Amon e Lorenzo Bandini sono i vincitori e la loro vettura è affiancata dalla seconda P4 di Mike Parkes e Ludovico Scarfiotti, e dalla 412P N.A.R.T. di Pedro Rodriguez e Jean Guichet, un’altra 330 P3 iscritta dalla N.A.R.T. non vide la bandiera a scacchi.
Un aneddoto , si dice che quando Lini telefonò a Maranello per informare l’Ingegnere del podio completamente occupato dalle tre vetture del cavallino rampante , di rimando il Drake rispose: “Lini mi racconti piuttosto che fine ha fatto l’altra 330, io ho iscritto 4 vetture”, questo era la tempra di Ferrari.
Un altro aneddoto raccontato dall’ingegner Forghieri in un libro delle sue memorie cito testualmente le sue parole : “ … il giorno prima della gara avevamo dovuto fare le ore piccole perché nell’ultima parte delle prove, Parkes era uscito e aveva distrutto la parte posteriore della carrozzeria. A quell’epoca non si portavano ricambi così grandi e non avevamo nemmeno un team di oltre cento persone come la Ford; eravamo sempre non più di 24-25. Dunque dopo cena stavo assistendo il carrozziere e un meccanico che operavano sul codone, quando mi venne in mente di avere notato nel team del nostro importatore per gli Stati Uniti, Chinetti, un carrozziere piuttosto abile. Era un tipo magrissimo allampanato: lo cerco e gli offro di lavorare con noi per riparare il codone. Ha accettato subito, anche se il mio budget per gli extra era molto basso e ho offerto solo 150 dollari. Ha lavorato con abilità e tutti assieme abbiamo ridato forma al codone. Ho pagato l’aiutante che mi ha ringraziato con incredibile calore e poi tutti a letto. Il giorno successivo alla gara siamo all’aeroporto e noto sulla pista il nostro ‘carrozziere’, elegante e con un gran cappello texano in testa, dirigersi verso un aereo privato! Chinetti non mi aveva detto niente, ma si trattava di un ricchissimo petroliere che per passione andava alle corse e cercava sempre di dare una mano! Rimasi di sasso quando venne a salutarmi, precisandomi che i 150 dollari li avrebbe messi in cornice per ricordo!”
L’arma che ha permesso a Davide, la piccola scuderia di Maranello, di battere Golia , il colosso di Detroit, è stata la Ferrari 330 P4.
La 330 P4, derivata dalla P3, aveva un telaio a traliccio in tubi di acciaio su cui erano rivettate piastre in alluminio, questa tecnica era stata sviluppata in Formula 1 con lo scopo di aumentare la rigidità della vettura, senza compromettere la leggerezza. La cilindrata del motore rimase invariata rispetto alla P3, ma le valvole passarono da due a tre per cilindro, due di aspirazione e una di scarico. La potenza erogata era di 450 CV. Il cambio, in blocco col motore, era stato progettato dalla Ferrari stessa, al contrario della P3 che ne montava uno prodotto dalla Zf. Le sospensioni erano a quadrilateri deformabili con ammortizzatori telescopici. Sebbene il passo fosse lo stesso della P3, gli ingombri esterni aumentarono. La P4 venne prodotta in carrozzeria berlinetta, due vennero in seguito trasformate in barchetta. Il peso complessivo passò dai 720 kg della P3 a 792 kg. Per il campionato Can Am, furono prodotte due “barchette”, dalle vetture originale oltre all’asportazione del tetto, fu eseguito un affinamento a livello di carrozzeria per aumentare l’efficienza aerodinamica e avevano la cilindrata del motore portata a 4200 cm³; la denominazione ufficiale di questa P4 modificata fu “350 Can-Am“. Per la precisione il nome 330 deriva dalla cilindrata unitaria del motore , come del resto la 350.

Caratteristiche Tecniche della Ferrari 330 P4
Carrozzeria: Berlinetta/Barchetta
Posizione motore: centrale longitudinale
Trazione: posteriore
Interasse: 2400 mm
Carreggiate: anteriore 1488 – posteriore 1450 mm
Masse a vuoto: 792 kg
Tipo motore: 12 cilindri a V (angolo tra le bancate: 60°) raffreddato a liquido
Cilindrata: (Alesaggio x corsa: 77 x 71 mm); unitaria 330,62 cm³, totale 3.967,44 cm³
Distribuzione: Bialbero a camme in testa, 3 valvole per cilindro
Alimentazione: Iniezione indiretta Lucas
Potenza: 450 CV a 8000 giri;
Potenza specifica: 113,4 CV/litro;
Rapporto peso/potenza: 1,8 kg/CV
Frizione: Multidisco a secco
Cambio: A 5 rapporti, in blocco con il motore
Telaio : traliccio in tubi d’acciaio con rinforzi in alluminio
Sterzo : a cremagliera
Sospensioni anteriori: Quadrilateri deformabili / posteriori: Quadrilateri deformabili
Freni anteriori: a disco ventilati / posteriori: a disco ventilati
Velocità: 320 km/h
Rapporto di compressione 11:1

Lascia un commento