Lancia Appia – 1^ parte

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Voglio condividere con voi il ricordo di una autovettura che da adolescente mi piaceva tantissimo , nonostante non fosse una sportiva ma semplicemente una berlina da famiglia.
Ricordo che ne ammiravo la classe , la linea, la robustezza e l’insonorizzazione all’interno dell’abitacolo,in particolare ricordo il modello di un mio vicino di casa se non ricordo male era una 2^ serie.
La vettura , una Lancia “Appia” viene presentata al Salone di Torino dell’aprile ’53. Era la diretta concorrente della Fiat 1100 modello 103 (autovettura descritta in un altro post) immessa sul mercato qualche settimana prima: la differenza di prezzo tra le due è però notevole, visto che la Fiat venne proposta a 975.000 lire mentre la nuova piccola Lancia costava 1.331.500 lire. Giustificano tale differenza le soluzioni tecniche molto sofisticate (cilindri a V stretto, due alberi a camme nel basamento, valvole in testa inclinate con sedi riportate, camere di scoppio emisferiche, testa in alluminio) ed una maggiore accuratezza di costruzione della carrozzeria.
Questo modello di Lancia prese il nome da una notissima strada consolare romana cioè “Appia“.
Il motore dell’Appia è un 4 cilindri a V stretto (10°14′) con misure di alesaggio e corsa dei pistoni (identiche a quelle del modello Fiat) rispettivamente di mm 68,00 e di mm 75,00 per una cilindrata totale di cm³ 1089,51. La testa cilindri è in alluminio (con sedi delle valvole riportate). Le valvole, ovviamente in testa, sono inclinate, disposte a “V” (con angolo di 67°) comandate con puntalini e bilancieri. Gli alberi a camme sono due, laterali (posti nel basamento), azionati da catena (con tenditore idraulico brevettato). Le camere di scoppio sono emisferiche, mentre l’albero motore, molto corto, ruota su due supporti. Con un rapporto di compressione di 7,4:1, il motore sviluppa 38 HP a 4400-4600 giri/minuto e dispone di una coppia massima di kgm 7,2 a 3000 giri/minuto. La lubrificazione è forzata, con pompa ad ingranaggi e valvola regolatrice.L’alimentazione è supportata dal classico per l’epoca carburatore Solex 30/32.
La carrozzeria è quella classica di berlina 4 porte (senza montante centrale); realizzata in parte in alluminio (porte, paraurti, cofano, sportello baule-bagagliaio); pare che i primi esemplari avessero in alluminio anche i parafanghi posteriori; porte munite di vetri discendenti (quelle anteriori montano deflettori para-aria orientabili); lunotto posteriore a vetro curvo.

 

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